Come ridurre i COV (Composti Organici Volatili)?

Per ridurre le emissioni di composti organici volatili (COV) nell'ambito della direttiva europea, l'industria chimica ha l'obbligo di implementare strategie industriali di cattura, come il recupero tramite criocondensazione ad azoto liquido o l'ossidazione termica. Questo articolo descrive in dettaglio le tecniche fondamentali per ridurre le emissioni dei siti produttivi. Destinata agli ingegneri HSE e ai direttori tecnici che desiderano ottimizzare i propri impianti, questa guida esplora le BAT (Best Available Technology o "Migliori Tecniche Disponibili") per garantire il rigoroso rispetto dei valori limite di emissione (VLE) imposti dalla direttiva IED nell'ambito dei documenti di riferimento sulle BAT (BREF).

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Réduction des émissions

Highlights

Applicazione rigorosa delle BAT (Best Available Techniques) secondo i documenti di riferimento sulle BAT (BREF) europei.
Priorità al recupero dei solventi mediante condensazione criogenica o adsorbimento.
Utilizzo dell'ossidazione termica rigenerativa (RTO) per flussi ad alta portata con bassi carichi.
Implementazione di programmi LDAR (Leak Detection and Repair) per ridurre al minimo le emissioni fuggitive negli impianti.

 

La riduzione dei COV rappresenta un imperativo industriale in Europa, dettato dalla direttiva 2010/75/UE (IED). In linea con la direttiva IED 2.0 e nell'ambito del Green Deal, l'industria chimica ha l'obbligo di ridurre le emissioni di COV. Questa azione richiede una gerarchia strutturata: la riduzione alla fonte e il recupero dei contenuti valorizzabili. L'esperienza tecnica contribuisce alla selezione della tecnologia più adeguata in base alla concentrazione, alla portata e alle caratteristiche chimiche degli inquinanti emessi dagli impianti nell'ambiente.

Quadro normativo delle emissioni e sfide industriali europee

Quali sono le normative europee applicabili?

La direttiva IED (Industrial Emissions Directive) e i documenti di riferimento sulle BAT, nello specifico, disciplinano gli impianti che emettono COV. Tali testi definiscono Valori Limite di Emissione (VLE) rigorosi, con soglie spesso inferiori a 20 mg/Nm³. Le aziende devono ottenere le autorizzazioni all'esercizio basate sull'applicazione delle BAT (Best Available Technology o "Migliori Tecniche Disponibili"). Qualsiasi deroga a tali valori può esporre gli operatori industriali a severe sanzioni amministrative.

Quale piano d'azione implementare rispetto alle emissioni industriali di un impianto?

Il piano d'azione inizia con un audit esaustivo delle zone di emissione, distinguendo le emissioni convogliate da quelle fuggitive. L'impianto ha l'obbligo di dare priorità alla sostituzione dei solventi più volatili o tossici. Segue l'implementazione di sistemi di monitoraggio continuo (CEMS), al fine di garantire il rispetto sistematico dei VLE (Valori Limite di Emissione). Infine, si procede alla scelta delle tecnologie di cattura con le migliore prestazione, in linea con i requisiti della direttiva europea per il settore chimico.

 

Tecnologie di recupero dei solventi valorizzabili

Perché scegliere la condensazione criogenica?

La condensazione criogenica, che utilizza azoto liquido, rappresenta la tecnologia ideale per i flussi ad alta concentrazione e bassa portata. Questa tecnica offre il vantaggio di catturare numerose sostanze con un'elevata purezza, favorendone la reintegrazione diretta nella produzione. Questa tecnica è particolarmente indicata per i materiali ad alto valore aggiunto. Oltre alla riduzione delle emissioni, offre un ROI vantaggioso grazie al risparmio di materie prime e alla totale assenza di produzione di rifiuti secondari, contribuendo a decarbonizzare l'industria.

Quali vantaggi presenta la tecnologia di adsorbimento con carboni attivi?

L'adsorbimento delle emissioni derivanti dall'attività industriale rappresenta una tecnologia ampiamente diffusa per catturare i COV nei flussi gassosi diluiti. Le molecole di inquinanti vengono adsorbite da carboni attivi porosi e poi rigenerate tramite un gas inerte, in un'ottica di recupero dei solventi dopo la condensazione. Si tratta di un metodo flessibile che consente di catturare numerose molecole.

La cattura dei COV tramite la tecnologia di ossidazione termica

Quando utilizzare l'ossidazione termica rigenerativa (RTO)?

L'ossidazione termica rigenerativa (RTO) rappresenta il valore di riferimento per catturare grandi volumi d'aria con basse concentrazioni di COV. Operando a 800 °C, questa tecnica consente di distruggere i composti organici fino a un massimo del 99%. Inoltre, gli impianti integrano un sistema di recupero del calore che riduce al minimo i volumi di combustibile ausiliario, permettendo un funzionamento in totale autonomia in presenza di elevate concentrazioni di COV nell'effluente.

È possibile riutilizzare i solventi con l'ossidazione termica?

Per quanto riguarda la valorizzazione dei prodotti nell'ambito delle tecnologie di cattura dei COV nell'industria chimica, a differenza dei metodi di distruzione termica utilizzati, solo la criocondensazione offre il vantaggio di recuperare i solventi liquidi. Questi ultimi possono essere reinseriti nel ciclo di produzione, nell'ottica di ottimizzare l'acquisto di materie prime. Inoltre, l'ossidazione termica sfrutta la tecnologia di combustione per distruggere i COV con conseguente produzione di diossido di carbonio (CO₂), il che va contro le ambizioni dell'industria chimica di decarbonizzare i processi produttivi.

 

Ottimizzazione dell'esercizio dei sistemi installati

In che modo ottimizzare il controllo delle emissioni fuggitive industriali?

Le emissioni fuggitive si riferiscono essenzialmente a perdite da valvole, flange, connettori e sistemi di pressurizzazione, ad esempio. L'implementazione di un programma LDAR (Leak Detection and Repair) rigoroso faciliterà la riduzione delle emissioni fuggitive in ambiente. In Europa, le BAT impongono l'uso periodico di termocamere a infrarossi o rilevatori portatili. Una perfetta tenuta degli impianti offre il vantaggio di evitare l'emissione di gas a effetto serra, ottimizzando inoltre la sicurezza per la salute del personale dell'impianto.

In che modo ottimizzare in modo semplice la gestione delle emissioni di COV?

  • Installare un sistema di aspirazione dei COV in fase di costruzione; ad esempio, è possibile utilizzare cappe di filtrazione ad adsorbimento su carboni attivi per evitare la dispersione dei COV nell'aria ambiente.
  • Sostituire i prodotti contenenti elevate quantità di COV con sostanze a minor contenuto di COV, laddove la produzione industriale lo consenta.
  • Ottimizzare la produzione industriale per ridurre al minimo le emissioni di COV, ad esempio attraverso l'ottimizzazione dei parametri di produzione e delle regolazioni.
  • Eseguire audit periodici sulla tenuta ai COV delle apparecchiature industriali.
  • Promuovere pratiche di gestione dei rifiuti che riducano le emissioni di COV attraverso l'uso di stoccaggi chiusi (per materiali quali colle, vernici o benzene), il riciclo dei solventi e lo smaltimento appropriato dei rifiuti.
  • Formare il personale sui rischi legati ai COV in linea con il piano di sicurezza dell'impianto.

 

Tabella comparativa tra le diverse tecnologie di riduzione dei COV

TecnologiaTipo di azioneVantaggiSvantaggi
Criocondensazione ad azoto liquidoRecuperoValorizzazione: riutilizzo dei solventi puri.
Ampiamente diffusa per i flussi ad alta concentrazione.
Investimento oneroso, ma compensato dalla valorizzazione dei solventi ad elevata purezza.
Adsorbimento (rigenerazione ad azoto)RecuperoCompetitivo per le basse concentrazioni e flussi ad alta diluizione.Possibili reazioni esotermiche sul carbone attivo con determinati solventi (i chetoni).
Ossidazione termica (RTO)DistruzioneTecnologia di riferimento per catturare grandi volumi d'aria con basse concentrazioni di COV.Produzione di NOₓ e CO₂.
Vietata per i solventi alogenati che evaporano facilmente.
Ossidazione cataliticaDistruzioneMinore consumo energetico (temperatura 300-450 °C), quindi minori emissioni di NOₓ rispetto alla tecnologia di ossidazione termica RTO.Elevati investimenti iniziali e costi elevati di sostituzione del catalizzatore.

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