Saldatura al plasma e suoi vantaggi

L'arco plasma viene utilizzato nei processi industriali e artigianali per applicazioni di taglio e saldatura. Air Liquide fa il punto sulla saldatura al plasma.

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saldatura per fusione

Cos'è il plasma?

Il termine plasma è utilizzato per identificare il quarto stato della materia, quando questa non è più composta da atomi e molecole ma da ioni ed elettroni. Un tipico esempio di dove sia abbondantemente presente questo stato sono i corpi stellari nell’universo. E’ possibile replicare questo stato ad alta energia sia nella Ricerca che in vari settori dell'Industria.
Nello specifico, l'arco al plasma viene utilizzato anche per applicazioni di taglio e saldatura.
Il plasma viene generato in un'atmosfera gassosa ionizzata e raggiunge temperature tra 15 000 e 25 000 °C. La temperatura del plasma dipende da molteplici parametri:

  • L'intensità della corrente proveniente dal generatore di saldatura.
  • La natura del gas plasmogeno.
  • La portata di gas.
  • La geometria del flusso dell’arco elettrico.

Cos'è la saldatura al plasma?

La fonte del calore necessaria alla creazione del plasma è data dall'innesco di un arco elettrico ad alta frequenza che ionizza un gas (ad esempio Argon) all’interno di una apposita torcia. La creazione del getto di plasma viene ottenuta grazie alla geometria della torcia e alla pressione (e conseguente velocità) di alimentazione del gas ‘plasmogeno’. La combinazione di questi fattori di fatto crea le condizioni necessarie alla creazione dello stato di plasma. Il getto di plasma innescato nella torcia viene trasferito, grazie alla pressione di spinta del gas, verso il pezzo da trattare a velocità supersonica e a temperature che possono raggiungere i 25.000 °C circa.
Per eseguire una saldatura al plasma, è necessario un secondo gas inerte di protezione, detto anche gas ‘anulare’. Può essere una miscela di gas (argon/idrogeno o argon/elio) oppure argon puro ed ha la funzione di proteggere il bagno di fusione dai componenti dell’atmosfera circostante. Il gas di protezione produce effetti su: fluidità del bagno di fusione, aspetto del cordone e velocità di saldatura.
La saldatura plasma è un processo, ad elevata densità energetica (energia elevata su unità di superficie), che permette di ottenere geometrie dei cordoni molto strette e penetranti, garantendo prestazioni qualitative e produttive superiori al processo TIG.
Come detto, per la saldatura al plasma è necessario l'utilizzo di due tipi di alimentazioni di gas o miscela: gas plasmogeno (consumo da 1 a 5 lt/min) e gas di assistenza (fino a 25-30 lt/min).
E’ possibile operare sia in modalità manuale (piccoli spessori, microplasma, plasma medio, fino a 100 Ampère) che in automatico (‘keyhole’, spessori fino a 10 mm, correnti fino a 500 A)

 

Quali sono i campi di applicazione della saldatura al plasma?

La saldatura al plasma è un'estensione della saldatura TIG. Garantisce un'elevata produttività e penetrazioni maggiori. Viene utilizzata principalmente in modalità automatica, in considerazione della saldatura in keyhole, che determina le ristrette dimensioni dei cordoni di saldatura.
Gli spessori presi in considerazione per la realizzazione di una saldatura al plasma sono 2-8 mm per gli acciai non legati e 10 mm per gli acciai inossidabili. L'applicazione di micro plasma, un derivato manuale della saldatura al plasma, permette di eseguire saldature con estrema precisione. Il processo di saldatura al plasma è utilizzato per operazioni di caldareria, laminazione, tubazione, attrezzature a pressione, nelle industrie di costruzione di materiali chimici e alimentazione.

Hai qualche domanda sulla saldatura industriale?

Quali sono i prodotti d'apporto per la saldatura al plasma?

I materiali d'apporto sono forniti in bobine e sono simili a quelli utilizzati per la saldatura TIG. Hanno di norma una composizione analoga a quella dei metalli da assemblare. I gas d’apporto hanno il duplice scopo di proteggere il bagno di fusione dall’azione dell’atmosfera circostante, e di creare l’arco di plasma (argon, miscela argon-idrogeno, ecc.).
Il processo richiede anche componenti soggetti ad usura e quindi a sostituzione periodica, quali ad esempio: elettrodi, ugelli, componenti delle linee di adduzione gas ecc.
Air Liquide, azienda esperta in sistemi di saldatura, è a vostra disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sulla saldatura ad arco elettrico, del tipo plasma, MIG MAG, TIG o laser e per assistere nella scelta delle apparecchiature di saldatura e di taglio, nonché nella selezione dei consumabili quali ugelli, torce e gas.

 

Che cos’è il “Keyhole”?

La tecnica Keyhole (letteralmente "a buco di serratura") è l'espressione massima della potenza e della precisione della saldatura al plasma in modalità automatica. Visivamente, sembra che la torcia stia tagliando la lamiera a metà, mentre in realtà la sta saldando con una penetrazione totale e perfetta.

Principali fasi del processo keyhole

1. Lo sfondamento (L’apertura del foro)
Quando l'arco viene innescato, l'enorme calore (oltre 20.000 °C) fonde istantaneamente il metallo. Contemporaneamente, la pressione cinetica del gas plasmogeno permette di far fuoriuscire fisicamente il metallo liquido.

2. La formazione del "Keyhole"
Si viene a creare un foro passante attraverso l'intero spessore del giunto (fino a 8-10 mm su acciaio o titanio). Il dardo di plasma attraversa questo foro e fuoriesce dalla parte opposta (al di sotto della lamiera).

3. Equilibrio tra velocità di fusione e avanzamento
La torcia avanza a velocità costante e contemporaneamente il plasma fonde il metallo di base sul fronte del foro. Il metallo fuso, spinto dalla pressione dei gas e guidato dalla sua stessa tensione superficiale, scivola lungo i bordi del foro e fluisce verso la parte posteriore.
L’unione dei lembi avviene per il fatto che Il bagno di fusione è sostenuto e mantenuto in posizione da un equilibrio di tre componenti:

  • La pressione del dardo di plasma.
  • La pressione del gas di protezione
  • La tensione superficiale del metallo liquido, che tende a farlo "aggrappare" ai lembi solidi.

4. Chiusura e Solidificazione
Non appena la fonte di calore si allontana. Il metallo fuso che è fluito nella parte posteriore del foro si raffredda rapidamente e solidifica, unendo i due lembi in un unico cordone di saldatura perfettamente compatto, con una radice (la parte inferiore) liscia e regolare.

I vantaggi del Keyhole

Rispetto al tradizionale TIG o filo continuo (MIG/MAG), lavorare in Keyhole offre vantaggi produttivi come:

  • Nessuna necessità di cianfrinatura: su lamiere di spessore medio alto, con altri processi occorrerebbe fresare o molare i bordi a "V" (cianfrino), riempiendo poi lo spazio vuoto con molti passaggi di filo d'apporto. Col Keyhole, è possibile operare in singola passata e talvolta senza materiale d'apporto.
  • Alta velocità: è possibile fondere l'intero spessore in unica passata rispetto a più passate con metodi tradizionali.
  • Deformazioni minime: la zona termicamente alterata (ZTA) è strettissima e l'apporto di calore è molto concentrato. I componenti si scaldano meno con conseguenti minori tensioni e deformazioni.
  • Minore rischio di inclusioni o porosità alla radice: Poiché l'arco passa attraverso l'intero spessore spazzando via le impurità, il rischio di difetti di radice è molto ridotto.

 

Che cos'è il Melt-in?

Se il Keyhole è la massima espressione dello sviluppo energetico del plasma in saldatura, la tecnica Melt-in (letteralmente "fusione per conduzione") è la sua versione più controllata e "tradizionale".

La tecnica Plasma Melt-in

In questa modalità, il plasma lavora in modo molto simile al classico processo TIG, fonde la superficie del metallo e crea un bagno di fusione che si propaga verso il basso esclusivamente tramite il calore trasferito (conduzione termica), senza forare la lamiera da parte a parte.

Per mantenere questa condizione, la portata del gas plasmogeno deve essere contenuta (tipicamente tra 0,5 e 1,5 L/min). In questo modo, il dardo di plasma manterrà sempre un'energia termica altissima, ma la pressione 'meccanica' del gas sarà insufficiente per "sfondare" il metallo liquido.

Di seguito le principali fasi del processo:

1. Creazione del dardo cilindrico
Quando scocca l'arco trasferito, il plasma comincia a fuoriuscire dall'ugello costrittore. A causa della bassa portata di gas centrale, il getto assumerà la forma di un cilindro molto regolare e altamente concentrato.

2. La formazione del bagno superficiale
Il dardo, a contatto con la superficie dei lembi da unire, porterà immediatamente a fusione lo strato superiore del metallo. Il metallo fuso assumerà la classica forma a "calice"

3. La penetrazione per conduzione termica
La profondità della penetrazione del giunto sarà solo in funzione di quanto calore propagherà dalla superficie verso il fondo della lamiera. All'aumentare della corrente impostata il bagno aumenterà larghezza e profondità. Qualora si effettuino giunzioni di spessore superiore a 2-3 mm, probabilmente sarà necessario aggiungere materiale da bacchetta o da bobina, proprio come nel TIG.

Perché usare il Plasma Melt-in invece del TIG tradizionale?

  • L'arco del TIG ha forma conica (a campana). Se la torcia TIG si allontana dal pezzo, l'area riscaldata si allarga significativamente, riducendo di conseguenza la penetrazione. Il plasma Melt-in ha una forma quasi perfettamente cilindrica con il vantaggio che l'impronta termica e la penetrazione rimangono costanti anche al variare della distanza torcia-pezzo.
  • Densità di energia: A parità di Ampere, il plasma Melt-in è molto più concentrato del TIG. Questo si traduce in un cordone più stretto, una Zona Termicamente Alterata (ZTA) ridotta e, di conseguenza, minori deformazioni del pezzo.
  • Nessuna contaminazione da Tungsteno: Nel Plasma, l'elettrodo è nascosto e protetto dentro l'ugello: è fisicamente impossibile toccare il bagno di fusione (e conseguente rischio di inquinamento) con il tungsteno.

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Che cos'è il Microplasma?

Il proceso del Microplasma

Operando in un range di corrente bassissimo, tipicamente tra 0,1 e 15 Ampere, è di fatto una variante miniaturizzata della tecnica Melt-in, ma con dinamiche elettriche e fisiche che risolvono problemi altrimenti insormontabili per le altre tecnologie ad arco.

Di seguito le principali fasi del processo:

1. Costrizione Estrema del flusso
La torcia monta un ugello con un foro di costrizione minuscolo, spesso inferiore a 1 millimetro di diametro. Il flusso del gas plasmogeno (solitamente Argon) viene tenuto bassissimo (es. 0,1 - 0,3 L/min) per evitare di rimuovere fisicamente i lembi delle lamiere che, in questa applicazione, sono sottilissime.

2. L’Arco Pilota
A correnti inferiori ai 5 Ampere, un arco TIG tradizionale diventa molto instabile. Nel Microplasma, l'arco pilota continuo acceso all'interno della torcia mantiene il gas costantemente ionizzato. Quando si innesca l'arco principale a 0,5 o 1 Ampere, questo trova un "canale" conduttivo già pronto e perfetto. Il risultato è un arco trasferito che, pur essendo debole, in termini di apporto di calore, è rigido, dritto e stabile come un ago.

3. La Fusione Capillare (Senza apporto di materiale)
Il dardo di microplasma colpisce lamine o fili metallici che possono avere anche spessori di decimi di millimetro. L'energia è talmente focalizzata che fonde solo i lembi di contatto, creando un micro-bagno di fusione per conduzione termica. La Zona Termicamente Alterata (ZTA) è minuscola, il che significa deformazioni quasi inesistenti e nessuna bruciatura dei materiali circostanti. Generalmente si opera senza filo d'apporto, fondendo semplicemente i lembi accostati o ripiegati.

I vantaggi del Microplasma

Oltre alla forma cilindrica e alla tolleranza sulla distanza torcia-pezzo (come nel Melt-in), il Microplasma è una delle migliori soluzioni per lavori di alta precisione:

  • Stabilità a bassi amperaggi: Come detto, un TIG a 1 Ampere è quasi inutilizzabile. Un Microplasma a 0,1 Ampere è perfettamente stabile e direzionale.
  • Innesco "Dolce" (nessuna interferenza ad alta frequenza direttamente sul pezzo). Questa caratteristica rende il microplasma ideale per saldature su elementi sensibili alle alte frequenze come sensori elettronici, pacemaker o termocoppie. L'innesco sul pezzo avviene dolcemente per semplice vicinanza del plasma conduttivo, salvando l'elettronica.
  • Nessuna contaminazione: Su spessori di decimi di millimetro, la probabilità di toccare accidentalmente il pezzo con l'elettrodo TIG di tungsteno è molto alta, con il rischio di inquinare irreversibilmente il bagno. Nel microplasma l'elettrodo è retratto e il rischio è azzerato.

 

Tabella di scelta rapida dei gas/miscele per saldatura plasma

Famiglia MaterialeTecnica Plasma TipicaGas Plasmogeno (Centrale)Gas di Protezione (Anulare)Gas a Rovescio (Spurgo)
Acciai Inox (Serie 300)Melt-in / KeyholeArgon puroMiscela Argon + H₂ (2 %-7 %)Argon, Azoto, o N₂ + H₂ (Forming Gas)
Microplasma (< 15 A)Argon puro (o Ar + H₂ max 2 %)Argon puro o Azoto
Acciai Bassolegati / CarbonioMelt-in / KeyholeArgon puro (o Ar + H₂ max 1-2 %)Non richiesto (o Argon puro per tubi)
Microplasma (< 15 A)Argon puroNon richiesto
AlluminioMelt-in / Keyhole (in AC)Argon puro (o Argon + Elio)Argon puro
RameMelt-in / KeyholeArgon puro o Ar+HeArgon + Elio (o 100 % Elio)Argon puro
TitanioMicro / Melt-in / KeyholeArgon puroArgon puro (Grado 4.8+)Argon puro (Grado 4.8+)
Leghe di Nichel
(Inconel, ecc.)
Melt-in / KeyholeArgon puro (o Ar + H₂ max 5%)Argon puro (o Ar + H₂ max 5%)
Microplasma (< 15 A)Argon puroArgon puro
Lamiere Galvanizzate (Zincate)Brasaldatura Plasma Argon puroNon applicabile / Non richiesto

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